Temi e quadro dell’indagine
Il progetto EURADRIA ha realizzato un’indagine per misurare la propensione delle aziende e dei lavoratori del comparto delle costruzioni rispetto agli input lanciati dal Green Deal europeo. L’indagine ha coinvolto 39 aziende (19 italiane e 20 slovene), 31 lavoratori (28 italiani e 3 sloveni) e 4 stazioni appaltanti del Friuli Venezia Giulia.
L’analisi si è concentrata sui seguenti temi chiave: consapevolezza rispetto alla Transizione Verde, competenze dell’impresa, occupazione femminile, nuovi posti di lavoro, formazione dei lavoratori, organizzazione del lavoro, governance della Transizione Verde, salute e sicurezza sul lavoro.
Risultati Principali della comparazione tra FVG e Slovenia
Dall’analisi comparata delle aziende tra i due territori emergono i seguenti punti di forza comuni:
- alta consapevolezza diffusa sui temi ambientali;
- pratiche consolidate di riciclo e riuso;
- disponibilità a investire in formazione;
- apertura al dialogo sociale sulle innovazioni;
- riconoscimento dell’importanza della progettazione.
Le principali criticità condivise, invece, sono:
- gap tra consapevolezza e azione concreta;
- assenza diffusa di figure specializzate;
- dipendenza dai finanziamenti pubblici;
- limitato impatto sull’organizzazione del lavoro;
- marginalità della parità di genere;
- scarsa percezione degli impatti sulla sicurezza.
Alcuni dati tra FVG e Slovenia
L’indagine ha infatti evidenziato un dato significativo: alla consapevolezza non corrisponde un’uguale misura di informazione. In Italia, il 95% delle imprese intervistate si dichiara abbastanza o molto consapevole rispetto alla Transizione Verde; tuttavia, alla domanda riguardante il grado di informazione, circa un terzo del campione si è detto poco informato. In Slovenia, il quadro appare più frammentato: il 65% delle imprese si dichiara consapevole, ma il 75% afferma di essere informato, ribaltando paradossalmente la dinamica italiana.
Ancora più evidente è il divario tra consapevolezza e azione: solo il 21% delle aziende italiane dichiara che la Transizione Verde ha avuto un impatto significativo negli ultimi tre anni, percentuale che sale al 45% in Slovenia ma rimane comunque contenuta.
Circa tre quarti delle aziende intervistate in entrambi i Paesi (73,7% in Italia, 75% in Slovenia) dichiara di non avere al proprio interno figure con competenze specifiche legate alla Transizione Verde. Quando si chiede quali figure sarebbero necessarie, la risposta prevalente in entrambi i Paesi indica gli operai specializzati, mentre gli esperti di sostenibilità e gli specialisti della circolarità risultano meno ricercati, confermando un approccio ancora tradizionale alla composizione degli organici aziendali.
Nonostante la consapevolezza dell’importanza della Transizione Verde, il settore risulta sostanzialmente statico dal punto di vista occupazionale. L’84,4% delle aziende italiane dichiara che nell’ultimo triennio non ha assunto figure legate alla transizione verde, così come il 55% delle aziende slovene. Anche le previsioni future sono caute: solo il 10,5% delle aziende italiane e il 40% di quelle slovene prevede di coprire il turn over con competenze legate alla Transizione Verde.
La differenza più marcata tra i due campioni riguarda l’occupazione femminile. L’80% delle aziende slovene ritiene che le nuove competenze richieste dalla Transizione Verde potranno orientare più donne verso il comparto delle costruzioni, contro appena il 36,8% delle italiane. Tuttavia, questa percezione positiva non si traduce proporzionalmente in previsioni di assunzione: solo il 35% delle aziende slovene e il 26,3% di quelle italiane prevede di assumere donne nei prossimi tre anni.
L’indagine ha coinvolto anche quattro stazioni appaltanti del Friuli Venezia Giulia, evidenziando che il loro ruolo rispetto alla Transizione Verde risulta ancora marginale. Tutte le stazioni intervistate dichiarano che negli ultimi tre anni la transizione ecologica ha impattato in misura molto limitata sui capitolati di spesa: il criterio del massimo ribasso e gli obiettivi della Transizione Verde mal si conciliano, privilegiando l’offerta tecnica più vantaggiosa solo in presenza di obblighi legislativi espliciti.
Esiti e proposte
Sulla base dei risultati emersi, il progetto EURADRIA propone alcune linee guida per l’azione futura nell’area transfrontaliera:
- rafforzare l’informazione e la formazione;
- promuovere l’inserimento di nuove figure professionali;
- favorire l’occupazione femminile e sviluppare iniziative che avvicinino le donne al settore delle costruzioni in relazione alla transizione verde;
- armonizzare i sistemi di appalto;
- stabilizzare gli strumenti di incentivazione;
- rafforzare il dialogo sociale.
Sono disponibili sei prodotti video multilingue che approfondiscono i temi trattati nell’indagine.